sabato 23 maggio 2020

STEP #11 - Il trasporto ai tempi del COVID-19



Il coronavirus non ha avuto solo un terribile impatto sulla vita delle persone, ma anche sull'intero settore dei trasporti, con l’applicazione di divieti e la chiusura delle frontiere. Anche il nostro paese ne ha fatto le spese, soprattutto al nord a causa delle restrizioni e l’isolamento a cui sono state costrette quelle regioni dove il virus ha creato il maggior numero di contagi, regioni che sono considerate il cuore pulsante del commercio e degli scambi internazionali.

Molte cose sono cambiate a causa del coronavirus a partire dal mese di febbraio 2020 e continueranno a cambiare costantemente nei prossimi mesi. Se all'inizio il trasporto era fortemente limitato in alcuni casi, o addirittura non consentito in altri, nella situazione attuale si vedono dei primi allentamenti consistenti delle misure restrittive, nella direzione di un lento e progressivo ritorno alla normalità.

Entrando in questo link potrete trovare il file .pdf ufficiale sul sito del Governo con le ultime disposizioni riguardo il COVID-19, dopodiché per eventuali chiarimenti potete andare su questo sito dove si trovano le domande più frequenti.

Vediamo dunque come ha influito la situazione di lockdown relativamente al tema del blog.

Per quanto riguarda il trasporto pubblico, in questo momento, le norme sono sempre molto stringenti, ovvero capienza limitata e costante sanificazione dei mezzi di trasporto.
Coronavirus, Trasporti: su treni, aerei e metro viaggiatori al 50%, divisori sui taxi, corsa per installare dispenser
Sanificazione di un autobus, fonte: Il Messaggero


Allego un link dove potete trovare un articolo completo ed esaustivo al riguardo: https://www.altalex.com/documents/news/2020/05/22/coronavirus-misure-per-trasporto-pubblico

Per quanto riguarda il trasporto privato, attualmente in Italia è consentito spostarsi normalmente solo all'interno della regione d'appartenenza. Di seguito allego un articolo dove potete vedere le misure che verranno prese nell'immediato futuro anche a tal proposito: https://www.quotidiano.net/cronaca/spostamenti-tra-regioni-1.5160694

Due temi strettamente collegati al tema del blog, al giorno d'oggi, sono sicuramente i carburanti e le emissioni dei mezzi di trasporto, perciò allego due articoli dove potete vedere come il COVID-19 e la limitazione negli spostamenti abbiano influito molto su questi due fattori:

mercoledì 20 maggio 2020

STEP #10 - Trasportare da una parte all'altra dell'universo: il film Stargate



Cari visitatori del mio blog, ben ritrovati. Oggi tratteremo il tema del trasporto facendo riferimento alle sequenze di un noto film del 1994. Il film in questione, appartenente al genere di fantascienza, o sci-fi, è Stargate di Roland Emmerich, con Kurt Russell e James Spader .

Trama del film

Nell'8000 a.C. un'astronave aliena giunge sulla Terra, ed un giovane sciamano di una tribù nomade viene rapito dalla navicella. Nel 1928 una spedizione archeologica rinviene i resti di una strana costruzione circolare, composta da un materiale sconosciuto sul nostro pianeta. Sessantasei anni dopo un'equipe scientifica, capeggiata dalla ormai anziana figlia dell'archeologo che scoprì la struttura, ingaggia il dottor Daniel Jackson (James Spader), esperto di geroglifici, affinché decifri i simboli incisi sul misterioso reperto, ora custodito gelosamente dalle forze militari. Jackson riesce a comprendere il significato delle incisioni e permette all'equipe di attivare lo Stargate, una vera e propria porta tra i mondi che sembra condurre su un pianeta situato al lato opposto della nostra galassia. Improvvisamente si apre un passaggio che collega la Terra a un pianeta distante, fuori dalla Via Lattea.

                                   Scena dell'attivazione dello Stargate, tratta dal film Stargate di Roland Emmerich, 1994 

A capo della spedizione che sarà mandata ad indagare in prima persona dall'"altro lato", di cui farà parte lo stesso Jackson, è stato assegnato il colonnello Jack O'Neill (Kurt Russell), prepensionato in seguito alla depressione causata dall'accidentale morte del figlio e uomo senza più niente da perdere. Jackson decide di unirsi a O'Neil e al suo team mentre attraversano il varco. Il gruppo viene trasportato in una struttura piramidale su un arido pianeta desertico. Qui, l’esperto egittologo individua i controlli dello Stargate, notando però la mancanza delle coordinate per tornare indietro.
Lì vicino scoprono una tribù primitiva di umani che lavora per estrarre uno strano minerale. Jackson è in grado di comunicare con loro usando una variante dell'antico egizio e scopre che sono stati scambiati per emissari della divinità Ra, un essere dalle sembianze umane che loro, appunto, reputano essere una divinità.

                 
                                 Scena dell'attraversamento dello Stargate, tratta dal film Stargate di Roland Emmerich, 1994 



Ra, in realtà, è un alieno tiranno che, dopo essere arrivato 10000 anni prima sulla terra ed essere riuscito ad impossessarsi di un corpo umano riesce a diventare apparentemente immortale utilizzando un dispositivo per rigenerare i tessuti del proprio corpo ospite. Si proclama sovrano della terra. Facendo costruire in seguito lo Stargate trasferisce una parte del popolo degli uomini nell'altro pianeta per scavare nelle miniere per ottenere il materiale principale per la sua tecnologia. In seguito però sulla terra scoppia una rivolta. Ra riesce a fuggire trasferendosi sull'altro pianeta insieme agli umani che deporta, proibendo loro la scrittura cosicché non possano sapere la verità di ciò che è accaduto in passato.

Il film si incentra tutto nel tentativo di Ra di eliminare gli intrusi e la difesa degli umani che a loro volta tentano di liberare gli altri esseri umani tenuti in schiavitù.

Il vero protagonista del film è lo Stargate. Gli Stargate sono portali che permettono di collegare in maniera quasi istantanea due punti dello spazio. Per saperne di più potete dare un'occhiata qui.

Sitografia

martedì 19 maggio 2020

STEP #9 - Lasciamoci trasportare dall'arte

L'approfondimento di oggi è legato all'arte e di come l'azione protagonista del blog vi è rappresentata. 

Senza ulteriori premesse, vi propongo due opere d'arte legate al tema.

Il treno nella neve. La locomotiva (1875) Monet | Claude monet ...
Claude Monet, Le Train dans la neige, 1875, Musée Marmottan Monet


Il dipinto in questione è il "Treno nella nebbia" di Claude Monet e lo stile è quello tipico della corrente impressionista, ossia caratterizzato da pennellate rapide e poco definite. La scena, che avviene in un ambiente fosco e uggioso, rappresenta un gruppo di persone che si accingono a prendere il treno nella prima mattinata. Si possono cogliere le sensazioni di freddo causate dal gelo, rese bene grazie alla tecnica sopraffina dell'artista, e allo stesso tempo quelle del calore generato dal fumo del treno. Da un punto di vista visivo-luminoso, si può notare il contrasto tra la luce artificiale proveniente dai fari del treno, il fumo dello stesso mezzo e l'ambiente circostante, totalmente immerso nella nebbia. Tutti questi elementi appena citati danno un senso di grande realismo alla scena.

Vittorio Corona, Treno, Stazione, 1921

Quest'opera si intitola "Treno, stazione", stesso protagonista, ma stile totalmente diverso rispetto al quadro precedente. Il dipinto del futurista siciliano Vittorio Corona esprime con forza i temi del dinamismo e dell'impetuosità della corrente artistica. A differenza del dipinto precedente, si evince come il treno rappresentato su questa tela sia non più un semplice mezzo di trasporto, ma simbolo di forza e di esaltazione del progresso.





lunedì 18 maggio 2020

Le origini di un'accoppiata vincente: cavalli e trasporti

Bentornati, oggi vorrei dedicare un post di questo blog a un animale strettamente collegato con l'azione del trasportare, ossia il cavallo. Il cavallo, sia utilizzato singolarmente per trasportare persone sul suo dorso, sia accoppiato ad esempio a un carro o a una biga o, in seguito, a una carrozza, è stato certamente un protagonista lungo secoli di storia proprio in ambito logistico.

Le origini

Il cavallo domestico, ossia l’equus caballus, discende da una razza selvatica proveniente dall’Asia, la quale si trapiantò in Europa circa un milione di anni fa. All’inizio del Mesolitico il cavallo era quasi scomparso dall’Europa meridionale a causa di uno sterminio subito da parte delle popolazioni del tardo Paleolitico ed era un po’ più numeroso solamente nelle pianure della Russia. I Sumeri addomesticarono l’equus onager circa nel 3000 a.C. e lo impiegarono per il traino di carri, modificati da precedenti traini per buoi. Inizialmente questi animali erano guidati con dei semplici anelli fissati al naso e solo molto più tardi si introdurrà il morso. Dopo circa mille anni questo animale si era diffuso a nord, per tutta la regione del Mar Nero e da lì in tutta l’Europa centrale. Per merito degli Hittiti la diffusione del cavallo raggiunse l’Asia Minore (XIX secolo a.C.).

L’utilizzo in battaglia

Il cavallo non trovò un diffuso impiego nell’agricoltura e nei trasporti, ma subito si identificò come elemento strategico in ambito bellico. Aggiogato a una biga a due ruote, esso rivoluzionò in modo radicale le tecniche di combattimento, permettendo rapidi spostamenti sul campo di battaglia. La cavalleria, come forza militare, nacque intorno al 1000 a.C., ma rimase arretrata per mancanza di sellatura e soprattutto di staffe. In Italia il cavallo arrivò dopo il XIII secolo a.C.; non era di razza buona e veniva impiegato sia come bestia da soma sia come bestia da combattimento. L'apice dell'integrazione in battaglia tra cavallo e cavaliere si raggiunse in tre fasi: nella prima fase veniva utilizzato il cocchio, nella seconda il cavaliere montava il destriero stringendolo con la pressione delle ginocchia e lo guidava attraverso l’uso del morso e degli speroni, infine si arrivò all'introduzione delle staffe. Prima dell’introduzione della staffa il combattimento a cavallo era in genere limitato.

Bibliografia
Storia delle macchine, Tre millenni di cultura tecnologica di Vittorio Marchis

domenica 17 maggio 2020

STEP #8 - Trasporto e commercio nell'antica Roma

Bentornati nel mio blog gentili lettori, oggi faremo nuovamente un viaggio nel passato e andremo ad approfondire il tema dell'azione protagonista di questo blog nel periodo storico antecedente al 500 d.C., più precisamente nel contesto italico.

Nel IV e III secolo a.C.  il grande sviluppo dell’agricoltura (e di conseguenza l'artigianato), che assunse proporzioni tali da giustificare una dinamica di esportazione, stimolò la produzione di manufatti specifici per le attività ad essa connesse, come ad esempio le anfore “greco-italiche”, il cui scopo era quello di contenere il vino e che furono esportate in tutto il bacino del Mediterraneo.

Il trasporto delle merci non poteva essere però effettuato senza adeguati mezzi e, in ogni caso, il legame con la componente bellica era sempre molto forte. Un esempio classico di mezzo di trasporto utilizzato a tal proposito erano le navi.

Le navi facenti parte della marina romana si dividevano in due categorie, naves longae e naves ceterae. Le prime erano utilizzate in ambito bellico, le altre erano navi da trasporto e da carico. Le navi da guerra romane derivavano delle navi greche, con l'aggiunta di invenzioni originali come il corvo.

La nave da guerra più importante: la liburna

La liburna, che prende il nome dal popolo dei Liburni (pirati della Dalmazia) fu utilizzata per la prima volta durante la battaglia di Azio e fu adottata da Augusto come modello per le sue flotte, risultando la migliore tra le navi a disposizione.
Era una nave stretta, veloce e dotata di ottima manovrabilità, adatta agli inseguimenti, al supporto logistico e al rapido trasporto di truppe. 

Esempi di navi da trasporto: la actuaria e la caudicaria

  • La  navis actuaria, aveva lo scopo di trasportare le truppe di terra e gli approvvigionamenti. Non erano imbarcazioni grandi, erano dotate di vele e avevano quindici remi per lato. Avevano, inoltre, una chiglia piatta e timoni anche anteriormente, per poter sbarcare le truppe sulle spiagge e tornare in mare aperto senza incagliarsi. Erano per lo più non armate.
  • La navis caudicaria (nome che deriva dal termine latino caudex, ossia "codice") era una nave da trasporto piatta e larga, che veniva utilizzata nei fiumi venendo trainata da dei buoi sulla sponda destra. Era impiegata per il raggiungimento delle coste e, in situazioni ostiche, veniva utilizzata come alternativa al trasporto via terra, portando anche truppe, viveri o macchine da guerra.

Bibliografia
Storia delle macchine, Tre millenni di cultura tecnologica di Vittorio Marchis

Sitografia

sabato 16 maggio 2020

STEP #7 - Una poesia

Voglio presentarvi oggi una poesia dedicata al mezzo di trasporto più comune ed utilizzato al giorni nostri, ovvero l'automobile. L'autore è Filippo Tommaso Marinetti, padre della corrente futurista in Italia, che pubblica questo componimento nel 1908. Nei suoi versi il poeta loda questo simbolo del progresso e della tecnica e descrive anche tramite suoni onomatopeici le forti emozioni che prova a bordo della sua automobile. Dobbiamo infatti dire che se ai giorni nostri è molto comune spostarsi a bordo di tale mezzo, all'epoca del poeta (primi anni del 1900) tale invenzione era un'assoluta novità, ragion per cui le sue parole trasmettono ancora di più la sensazione di euforia legata al fatto di spostarsi a gran velocità (il tema della velocità fu appunto molto caro ai futuristi).

Di seguito riporto un estratto della poesia "All'automobile da corsa" di Filippo Tommaso Marinetti, tratto dalla raccolta Lussuria-Velocità (1921):


"Veemente dio d’una razza d’acciaio,
Automobile ebbrrra di spazio,
che scalpiti e frrremi d’angoscia
rodendo il morso con striduli denti...
Formidabile mostro giapponese,
dagli occhi di fucina,
nutrito di fiamma
e d’olî minerali,
avido d’orizzonti e di prede siderali...
io scateno il tuo cuore che tonfa diabolicamente,
scateno i tuoi giganteschi pneumatici,
per la danza che tu sai danzare
via per le bianche strade di tutto il mondo!...
Allento finalmente
le tue metalliche redini,
e tu con voluttà ti slanci
nell’Infinito liberatore!
All’abbaiare della tua grande voce
ecco il sol che tramonta inseguirti veloce
accelerando il suo sanguinolento
palpito, all’orizzonte...
[...]
Urrrrà! Non più contatti con questa terra immonda!
Io me ne stacco alfine, ed agilmente volo
sull’inebriante fiume degli astri
che si gonfia in piena nel gran letto celeste!"

venerdì 15 maggio 2020

STEP #6 - Il trasporto nella narrativa

Buon pomeriggio lettori, bentornati nel mio blog. Il tema di oggi è quello del trasporto all'interno della letteratura narrativa. Andando alla ricerca di esempi significativi in questo campo, ho subito notato una certa indissolubilità tra il verbo trasportare e il verbo viaggiare. Non a caso, in tutti i racconti che ho esaminato e che elencherò tra poco, i viaggi sono sempre stati caratterizzati da una forte descrizione dei mezzi di trasporto, a partire dai materiali, dalle tecniche di costruzione. Non solo, sono anche considerabili come un fattore molto importante per dedurre il livello si sviluppo tecnologico di intere popolazioni.

Di seguito riporto un elenco di libri che ho selezionato per trattare l'argomento:

Il giro del mondo in ottanta giorni

Il giro del mondo in ottanta giorni è un romanzo appartenente al genere di avventura scritto da Jules Verne e pubblicato per la prima volta nel 1873. In questa storia il protagonista è Phileas Fogg che, accompagnato dal suo fedele cameriere Passepartout, tenta di circumnavigare il mondo in ottanta giorni al fine di vincere una scommessa con i suoi compagni del Reform Club. Le innovazioni tecnologiche del diciannovesimo secolo hanno influenzato molto la scrittura di questo romanzo. Fondamentale è la presenza e la caratterizzazione di tutti i mezzi di trasporto utilizzati da Phileas Fogg per compiere il suo viaggio, come ad esempio la grande presenza di mezzi e strutture ferroviarie, le quali accompagnano i protagonisti per una buona parte della storia. Un altro mezzo di trasporto molto utilizzato all'interno della storia è il piroscafo.

Progetto Marte

Progetto Marte è un libro scritto da Wernher von Braun e parla del viaggio che il protagonista Gary Holt compie per arrivare su Marte. Per quanto sia un'opera di fantasia, lo scrittore, che è stato un importante esperto nel campo aerospaziale, dà al racconto una forte impronta scientifica. In questo caso sono caratterizzati in maniera sapiente tutti i processi di trasporto dei pezzi delle navi necessarie a compiere il viaggio su un satellite artificiale e il tragitto compiuto a bordo delle navicelle da parte degli uomini di Holt. 

E' possibile trovare altri riferimenti all'interno di libri come "Il milione" di Marco Polo 

Sitografia

giovedì 14 maggio 2020

STEP #5 - Trasportare nella pubblicità

Cordiali lettori, buongiorno e ben tornati nel mio blog. Facendo un breve riepilogo di quanto detto fino ad ora, abbiamo visto come il nostro termine e tema del sito (che ricordo essere il verbo trasportare e il suo rispettivo sostantivo trasporto) nell'antichità fosse utilizzato solitamente in campo bellico per indicare il trasferimento di soldati o, nella mitologia, legato a figure come Caronte. Oggi ci allontaneremo un po' dal mondo antico per arrivare ai giorni nostri. L'obiettivo sarà quello di evidenziare la presenza dell'azione protagonista del sito nell'ambito della pubblicità, che di fatto è un elemento costante nella nostra vita quotidiana.

Bisogna innanzitutto dire che al giorno d'oggi il tema del trasporto si basa essenzialmente su un carattere economico, nel senso che tutta la produzione e la circolazione di beni che avviene non potrebbe esistere senza mezzi e infrastrutture adatte. Non solo, ma anche con la grande potenza dei mezzi in questione e la facilità di poter viaggiare nel mondo, anche la parte legata al trasporto di persone è diventata di fondamentale importanza. 

Allego di seguito esempi di spot pubblicitari: 


In questo spot pubblicitario possiamo vedere come l'azienda di trasporti "DHL" sia prestigiosa a livello mondiale, avendo stipulato una partnership con l'altrettanto prestigioso sport Formula 1. Il messaggio che vuole darci è chiaro: l'azienda è in grado di trasportare e recapitare beni in tutto il mondo, in ogni posto (anche quelli più impervi) e con grande velocità.



In questo spot dell'azienda "Trenitalia" possiamo vedere la celebrazione dei dieci anni dalla messa in funzione della rete ad alta velocità sulle reti ferroviarie italiane. Il trasporto di persone mediante treni è tutt'oggi di fondamentale importanza.

mercoledì 13 maggio 2020

STEP #4 - Nella mitologia

Bentornati lettori in questo blog. L'obiettivo di oggi sarà quello di scavare nella mitologia classica greca e romana per illustrarvi come il tema del "trasporto" e del "trasportare" fosse allora importante e legato a figure di particolare spicco.

Mitologia greca

Nella mitologia greca il tema del trasporto possiamo ritrovarlo nel famosissimo mito del cavallo di Troia, cioè la macchina da guerra ideata da Ulisse per porre fine alla guerra contro i troiani, la quale era ormai in stallo da dieci anni. I greci finsero di arrendersi a conquistare la città e di tornare nella madrepatria, lasciando sulla spiaggia un enorme cavallo di legno, posto lì per placare gli dei e favorire il viaggio di ritorno in Grecia. All'interno del cavallo erano però nascosti i più forti e valorosi guerrieri greci, guidati da Ulisse stesso. I troiani, ignari dell'inganno, trascinarono il cavallo all'interno delle mura, nonostante Laocoonte e la profetessa Cassandra avessero consigliato di non farlo. Ad un certo punto comparve un greco di nome Sinone, il quale convinse il re che il cavallo era un regalo e, anzi, che se lo avessero in qualche modo danneggiato, l'ira della dea Atena si sarebbe abbattuta su di loro. Di notte, mentre i troiani dormivano, i greci uscirono dal cavallo ed aprirono le porte della città ai propri compagni. Questi, dopo essersi nascosti con le loro navi dietro un'isola vicina chiamata Tenedo, erano di nuovo sbarcati sulla spiaggia di Troia. Penetrati nella città, i greci colsero di sorpresa i troiani, che furono facilmente sconfitti. Infine Troia fu data alle fiamme. 

Possiamo quindi osservare che il cavallo di Troia è stato il fondamentale mezzo di trasporto che ha permesso ai soldati achei di penetrare nella città e di porre fine alla sanguinosa guerra.

Piccola curiosità: sembrerebbe che il cavallo di Troia fosse in realtà una nave; per saperne di più potete dare un'occhiata qui.

Modello del cavallo di Troia utilizzato sul set del film Troy.


Mitologia romana

Nella mitologia romana il tema del trasporto può essere individuato nella figura di Caronte, colui che traghettava da una sponda all'altra del fiume Acheronte le anime dei defunti. E' iconica la sua presenza nell'Eneide di Virgilio, di cui riporterò un passo:

"Portitor has horrendus aquas et flumina seruat
terribili squalore Charon, cui plurima mento
canities inculta iacet, stant lumina flamma,
sordidus ex umeris nodo dependet amictus.
ipse ratem conto subigit uelisque ministrat
et ferruginea subuectat corpora cumba,
iam senior, sed cruda deo uiridisque senectus.
"

"Caronte custodisce queste acque e il fiume e, orrendo nocchiero, a cui una larga canizie invade il mento, si sbarrano gli occhi di fiamma, sordido pende dagli omeri il mantello annodato. Egli, vegliardo, ma dio di cruda e verde vecchiezza, spinge la zattera con una pertica e governa le vele e trasporta i corpi sulla barca di colore ferrigno."

(Virgilio, Eneide, VI, 298-304)


Sitografia:



martedì 12 maggio 2020

STEP #3 - Oltre il pianeta Terra

Immagine
            


Nella foto potete osservare un prototipo di navicella spaziale progettato dall'azienda americana SpaceX per trasportare in futuro persone sulla Luna e/o su Marte.



STEP #2 - Storia della parola

Abbiamo precedentemente illustrato come il verbo trasportare sia derivante dal latino, sia in italiano, che in altre lingue. Oggi andremo a tracciare una possibile storia ed evoluzione del termine.

Nell'antichità uno dei primi celebri autori ad utilizzare il verbo è stato Giulio Cesare.                                Di seguito vi riporto un estratto proveniente dal famoso libro "Commentarii de bello Gallico" e che potete ritrovare qui:

"Ubii autem, qui uni ex Transrhenanis ad Caesarem legatos miserant, amicitiam fecerant, obsides dederant, magnopere orabant ut sibi auxilium ferret, quod graviter ab Suebis premerentur; vel, si id facere occupationibus rei publicae prohiberetur, exercitum modo Rhenum transportaret: id sibi ad auxilium spemque reliqui temporis satis futurum."

"Gli Ubi, poi, l'unico popolo d'oltre Reno che avesse inviato a Cesare emissari, stringendo alleanza e consegnando ostaggi, lo scongiuravano di intervenire in loro aiuto perché incombevano su di loro, pesantemente, gli Svevi; oppure, se ne era impedito dagli affari di stato, lo pregavano, almeno, di condurre l'esercito al di là del Reno: sarebbe stato un ausilio sufficiente per il presente e una speranza per il futuro."

(Giulio Cesare, De bello Gallico, IV, 16)

Un altro importante autore ad utilizzare il termine è Tito Livio, di cui riporto un passo proveniente dallo storico libro "Ab Urbe condita" e che potete ritrovare qui:

"in Macedoniam nouum exercitum transportari non placuit, eum qui esset ibi reduci in Italiam a Quinctio ac dimitti; item eum exercitum dimitti qui cum M. Porcio Catone in Hispania esset; consulibus ambobus Italiam prouinciam esse et duas urbanas scribere eos legiones, ut dimissis quos senatus censuisset exercitibus octo omnino Romanae legiones essent."

"Non piacque che fosse trasportato un nuovo esercito in Macedonia, anzi che quello che era lì fosse ricondotto in Italia da Quinzio e fosse congedato; allo stesso modo che fosse congedato l'esercito che era in Spagna con Marco Porcio Catone: che l'italia fosse assegnata ad ambedue i consoli e si arruolassero in città due legioni sicché congedati gli eserciti, come il Senato aveva deliberato, otto in tutto fossero le legioni romane."

(Tito Livio, Ab Urbe condita, XXXIV, 43)

Nell'italiano, con il passare dei secoli, è caduto in disuso pronunciare la "n" del prefisso "trans-" e da qui siamo arrivati alla parola finale trasportare.

lunedì 11 maggio 2020

STEP #1bis - In altre lingue

Buon pomeriggio cari lettori, oggi vi propongo un approfondimento del precedente passo "STEP #1" in cui andremo a tradurre e ad analizzare il termine trasportare nelle lingue straniere più comuni.

Nella lingua inglese il termine si traduce come "to transport", anche se è possibile utilizzare anche il verbo di più comune uso "to carry". Studiando l'etimologia della parola si scopre che la forma verbale "to transport" è comparsa nel tardo quattordicesimo secolo per indicare uno spostamento di persone o cose da un posto ad un altro tramite un mezzo. Il sostantivo affiliato "transport" compare a metà del quindicesimo secolo con il significato di "esaltazione mentale", mentre nel 1690 circa è stato possibile una prima volta attribuire al termine il significato di mezzo di trasporto o di convogliamento.
Di seguito vi fornisco le traduzioni del verbo trasportare in altre lingue:
In spagnolo si usa l'espressione "transportar" o "llevar" (quest'ultima deriva dal verbo latino lĕvo, ās, āvi, ātum, āre, ovvero "sollevare", "alzare").
In francese e in tedesco il verbo si traduce rispettivamente come "transporter" e "transportieren".

Già da una prima vista si può quindi dedurre che in tutte le lingue elencate il verbo trasportare ha un'unica origine, cioè quella latina, dal verbo transporto, ās, āvi, ātum, āre.

Sitografia:

STEP #01 - Il significato letterale e l'etimologia

Salve a tutti gentili lettori e benvenuti nel mio blog. Su questo sito avrò il piacere di illustrarvi diverse tematiche e approfondimenti che riguardano la parola trasportare.

Partiamo quindi dalla definizione, che riporto dal vocabolario online Treccani e che potete ritrovare a questo link:
trasportare (ant. transportare) v. tr. [...] – 1. a. Portare al di là, portare oltre: t. le truppe al di là del fiume; [...] ; specificando il modo: t. a braccia, a spalla, su un carro, con un automezzo, per ferrovia, per mare o con una nave, per aereo, ecc.; i semi vengono trasportati dal vento. Meno com., trasferire mutando di sede: la capitale fu trasportata da Firenze a Roma. b. In talune frasi del linguaggio letter. acquista un valore quasi rifl. (o di intr. pron.) per significare il muoversi di persona assorta, che si sposta altrove senza averne piena coscienza: Già m’avean trasportato i lenti passi Dentro a la selva antica (Dante); [...] . Più com. in senso fig., con uso trans. o rifl.: il poeta ci trasporta in un clima di alta drammaticità; trasportarsi col pensiero in luoghi e tempi lontani. 2. Condurre a forza, spingendo o trascinando con sé, riferito come soggetto soprattutto a elementi naturali: il fiume in piena trasportava a valle tronchi, cespugli e animali morti.[...]; Frequente l’espressione lasciarsi trasportare, con riferimento a persona che cede a un impulso: si lasciò t. dall’ira, dallo sdegno, dal risentimento, ma anche dalla pietà, dalla commozione, dalla passione, dalla generosità. 3. Con sign. particolari: a. In matematica, t. uno o più termini da un membro all’altro di un’equazione (v. trasporto, n. 5 a). b. Nella tecnica grafica, e in varî procedimenti applicativi, t. un disegno, un testo, ecc., trasferirlo dal supporto originario (pietra, metallo, carta, ecc.) a un supporto intermedio o definitivo; con sign. analogo anche nella tecnica del restauro di dipinti (v. trasporto, n. 3 c). c. In musica, notare o eseguire un brano in un tono diverso dall’originario (v. trasporto, n. 4). d. ant. Tradurre in altra lingua: i poemi di Omero trasportati in versi italiani. 

Potete inoltre trovare un'altra definizione sul Grande dizionario della lingua italiana al seguente link.

Per quanto riguarda l'etimologia, il verbo trasportare deriva dal latino transportare e in particolare è composto dai due termini trans- (prefisso che vuol dire "al di là", "attraverso") e -portare (dal verbo porto, ās, āvi, ātum, āre , cioè "portare", "condurre").