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sabato 6 giugno 2020
STEP #23 - Leopardi GX900, il mezzo di trasporto del futuro
Vi presento il volantino relativo all'invenzione descritta nello #STEP - 22. In questa immagine è raffigurato un possibile veicolo del settore aviomotive.
venerdì 5 giugno 2020
STEP #22 - L'auto volante e il settore aviomotive
L'abbiamo vista in tutti i più iconici film di fantascienza, da Blade Runner a Ritorno al futuro. Un'idea che sembra sempre essere vicina al materializzarsi, ma che poi di fatto non si concretizza mai.
Sto parlando dell'auto volante, il mezzo che cambierebbe radicalmente non solo il concetto di trasportare, ma anche le nostre vite in generale.
Per quanto riguarda la propulsione, si potrebbero creare auto volanti con motori derivanti da quelli dei jet e appositamente dimensionati per le misure contenute di tali mezzi. In alternativa, per voli a zero emissioni, si potrebbero utilizzare motori elettrici, magari per tragitti più brevi per mantenere più bassi i costi di manutenzione dei pacchi di batterie.
Il concetto di auto volante potrebbe essere esteso anche a mezzi più grandi e pesanti, come ad esempio autobus o camion.
E a quel punto nascerebbe l'evoluzione di quello che è il settore automotive attuale, ossia il settore aviomotive.
I mezzi di trasporto volanti faciliterebbero e velocizzerebbero molto spostamenti per motivi di turismo, di scambi commerciali intercontinentali, di spedizioni... Non solo, il trasporto su gomma verrebbe molto limitato, generando quindi ulteriori benefici.
giovedì 28 maggio 2020
STEP #16 - Una figura chiave
Restiamo nell’ambito dei trasporti e andiamo avanti presentando colui che è stata una vera icona per quanto riguarda il concetto di trasportare: sto parlando di George Stephenson, un ingegnere britannico, noto soprattutto per aver progettato la prima locomotiva a vapore chiamata "Rocket". Siamo agli inizi dell’ottocento, negli anni della Rivoluzione industriale, e Sthepenson viene riconosciuto come padre delle ferrovie a vapore britanniche.
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| George Stephenson(1781-1848) |
Questa invenzione rivoluzionò il sistema dei trasporti terrestri. Dai trasporti a trazione animale, si passava a quelli a trazione meccanica. I trasporti nella seconda metà dell'Ottocento divennero molto più sviluppati e complessi. Il sistema ferroviario, uscito dalla fase pionieristica, ebbe un accrescimento senza precedenti; Tra il 1850 e il 1870 si costruirono in Europa circa 75000 chilometri di strade ferrate e parallelamente si potenziarono anche le comunicazioni via mare, dove i vecchi bastimenti di legno furono sostituiti da giganteschi scafi d’acciaio. Lo sviluppo delle ferrovie permise di raggiungere nuovi mercati per la vendita dei prodotti industriali e agricoli, alimentò una continua domanda di ferro e carbone, che erano le materie prime necessarie per costruire binari, locomotive e vagoni e per far funzionare le macchine a vapore. In alcuni paesi le ferrovie ebbero un incremento del 1000%, come negli Stati Uniti, dove si passò da 15000 chilometri di linee ferroviarie a più di 150000.
L'enorme sviluppo del trasporto ferroviario rivoluzionò in breve tempo i commerci e la possibilità di movimento delle popolazioni interessate, divenendo a sua volta un potente elemento di accelerazione e moltiplicazione dello sviluppo economico delle aree raggiunte dal servizio.
Figlio di un operaio, Stephenson cominciò a lavorare ancora bambino come aiuto fuochista. Analfabeta fino a 18 anni, seguì poi dei corsi serali che lo spinsero soprattutto allo studio della meccanica. Questo suo interesse trovò un primo importante successo pratico quando, assunto nella miniera di Killingworth, costruì nel 1814 la sua prima locomotiva destinata a trainare vagoncini carichi di minerale. Già nel 1825 Stephenson fu in grado di presentare la sua locomotiva Active (chiamata poi Locomotion), che inaugurò la prima linea ferroviaria della storia (Stockton-Darlington). Stephenson, che progettò anche la prima ferrovia destinata al trasporto di passeggeri (Liverpool-Manchester), inaugurata nel 1830 dalla sua locomotiva The Rocket, partecipò fino al 1840 alla costruzione di pressoché tutte le ferrovie inglesi, svolgendo anche consulenze all'estero. Ritiratosi infine a Tapton House, continuò a dedicarsi al perfezionamento delle strade ferrate e delle locomotive a vapore.
| La locomotiva Rocket al Museo delle Scienze di Londra |
Sitografia
- http://www.treccani.it/enciclopedia/george-stephenson/
- https://brescia.unicusano.it/universita/inventori-famosi/
- http://www.instoria.it/home/rivoluzione_vapore.htm
mercoledì 27 maggio 2020
STEP #15 - Trasportare nel novecento: lo sbarco sulla Luna
Gentili lettori, bentornati nel mio blog. Passiamo oggi a parlare di uno degli eventi, se non l’”evento” che ha caratterizzato il '900: lo sbarco dell’uomo sulla luna trasportato da una navicella spaziale.
Il 16 Luglio del 1969 una folla di statunitensi si accalca presso la base aeronautica di Cape Kennedy, chiamata così in onore del presidente che aveva investito molte risorse pubbliche nella ricerca sullo spazio. La folla è lì per vedere lo storico decollo dell’Apollo 11, la navicella spaziale che trasporterà due astronauti nello spazio lunare.
Il primo allunaggio avviene il 20 Luglio del 1969: i due astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin toccano il suolo lunare con il modulo Eagle e muovono primi passi sul suolo del Mare Tranquillitatis (ovvero il Mare della Tranquillità).
Amstrong fu autore di un discorso all’umanità, diventato poi celebre per la famosa frase: “That's one small step for a man, one giant leap for mankind”, “Questo è un piccolo passo per un uomo, un gigantesco balzo per l'umanità”.
Il tutto è avvenuto non senza problemi tecnologici: l’esito della missione era tutt’altro che scontato, tanto è vero che il presidente degli Stati Uniti aveva già pronto un discorso da fare nel caso in cui gli astronauti non fossero riusciti a tornare sulla terra.
Il 16 Luglio del 1969 una folla di statunitensi si accalca presso la base aeronautica di Cape Kennedy, chiamata così in onore del presidente che aveva investito molte risorse pubbliche nella ricerca sullo spazio. La folla è lì per vedere lo storico decollo dell’Apollo 11, la navicella spaziale che trasporterà due astronauti nello spazio lunare.
Il primo allunaggio avviene il 20 Luglio del 1969: i due astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin toccano il suolo lunare con il modulo Eagle e muovono primi passi sul suolo del Mare Tranquillitatis (ovvero il Mare della Tranquillità).
Amstrong fu autore di un discorso all’umanità, diventato poi celebre per la famosa frase: “That's one small step for a man, one giant leap for mankind”, “Questo è un piccolo passo per un uomo, un gigantesco balzo per l'umanità”.
Il tutto è avvenuto non senza problemi tecnologici: l’esito della missione era tutt’altro che scontato, tanto è vero che il presidente degli Stati Uniti aveva già pronto un discorso da fare nel caso in cui gli astronauti non fossero riusciti a tornare sulla terra.
Per saperne di più sulla storica navicella Apollo 11, potete andare su questo sito.
Dal 1969 al 1972 si replicarono gli sbarchi sulla luna, altri 12 astronauti raggiunsero il nostro satellite naturale.
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| Il modulo Eagle dell'Apollo 11 fotografato da Michael Collins (Credits: Nasa, 1969) |
- https://www.repubblica.it/dossier/scienze/sbarco-luna/2019/07/16/news/l_uomo_sulla_luna_lo_sbarco_impossibile_che_oggi_fa_sognare_marte-230803345/
- http://www.raiscuola.rai.it/articoli/la-conquista-dello-spazio-luomo-sulla-luna/5345/default.aspx
martedì 26 maggio 2020
STEP #14 - Trasportare nell'ottocento: il motore a scoppio
Passiamo ora ad analizzare l’ottocento.
Come detto nel precedente post, James Watt, grazie alle sue intuizioni, sviluppa la tecnologia del motore a vapore che ha un impatto eccezionale nel sistema dei trasporti a partire dal 1700.
Molto più sofisticati e destinati ad applicazioni tecnologicamente più avanzate sono i motori per eccellenza, ossia i motori a scoppio, che nacquero proprio nel diciannovesimo secolo.
Tra il 1853 e il 1858 Eugenio Barsanti e Felice Matteucci brevettarono il primo motore e oggi il loro ruolo è riconosciuto a livello internazionale, anche se ottennero molta più fama i motori di Jean Etienne Lenoir, che nel 1859 sviluppò un motore a combustione intera, e di Nikolaus Otto ed Eugen langen che nel 1867 presentarono all'Esposizione Internazionale di Parigi un motore sostanzialmente uguale a quello di Barsanti e Matteucci, al quale perfezionarono il sistema di trasmissione utilizzando il manovellismo di spinta e ne realizzarono circa 5.000 esemplari.
Come i primi motori a vapore, anche il motore a scoppio fu inventato per prosciugare le miniere di carbone. Il successo fu immediato.
Negli anni compresi tra il 1885 e il 1890 i tedeschi Daimler e Benz, in maniera indipendente tra di loro, apportano diverse migliorie ai motori esistenti fino a renderli leggeri e potenti a tal punto da poter essere montati su un’automobile, la cui invenzione è accreditata contemporaneamente ai due studiosi nel 1885.
In realtà, ancor prima, a partire più o meno dal 1830 fu escogitata e sperimentata la soluzione delle auto elettriche, dotate di batterie chimiche simili a quelle che usiamo ancora oggi, ma ovviamente capaci di fornire energia in quantità maggiore. Il primo a costruire un'auto elettrica fu lo scozzese Robert Anderson tra il 1830 e il 1840, usando batterie che andavano sostituite una volta esaurite. Poi, a partire dal 1880, l'efficienza e la durata delle batterie furono molto migliorate. Le auto elettriche furono sviluppate e utilizzate per diversi decenni, finché, verso la fine di quel secolo, non arrivò l’altro tipo di automobile: quella, appunto, alimentata a gasolio o benzina.
Da qui in poi inizia la straordinaria rivoluzione che consentirà di realizzare un sistema di trasporto che cambierà il modo di spostarsi degli esseri umani e che verrà realizzato in grandi quantità nelle industrie del 900, a partire da quelle di Ford negli Stati Uniti.
Bibliografia
Come detto nel precedente post, James Watt, grazie alle sue intuizioni, sviluppa la tecnologia del motore a vapore che ha un impatto eccezionale nel sistema dei trasporti a partire dal 1700.
Molto più sofisticati e destinati ad applicazioni tecnologicamente più avanzate sono i motori per eccellenza, ossia i motori a scoppio, che nacquero proprio nel diciannovesimo secolo.
Tra il 1853 e il 1858 Eugenio Barsanti e Felice Matteucci brevettarono il primo motore e oggi il loro ruolo è riconosciuto a livello internazionale, anche se ottennero molta più fama i motori di Jean Etienne Lenoir, che nel 1859 sviluppò un motore a combustione intera, e di Nikolaus Otto ed Eugen langen che nel 1867 presentarono all'Esposizione Internazionale di Parigi un motore sostanzialmente uguale a quello di Barsanti e Matteucci, al quale perfezionarono il sistema di trasmissione utilizzando il manovellismo di spinta e ne realizzarono circa 5.000 esemplari.
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Motore a scoppio Barsanti e Matteucci, 1854 (riproduzione ante 1962, Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci, Milano). |
Come i primi motori a vapore, anche il motore a scoppio fu inventato per prosciugare le miniere di carbone. Il successo fu immediato.
Negli anni compresi tra il 1885 e il 1890 i tedeschi Daimler e Benz, in maniera indipendente tra di loro, apportano diverse migliorie ai motori esistenti fino a renderli leggeri e potenti a tal punto da poter essere montati su un’automobile, la cui invenzione è accreditata contemporaneamente ai due studiosi nel 1885.
In realtà, ancor prima, a partire più o meno dal 1830 fu escogitata e sperimentata la soluzione delle auto elettriche, dotate di batterie chimiche simili a quelle che usiamo ancora oggi, ma ovviamente capaci di fornire energia in quantità maggiore. Il primo a costruire un'auto elettrica fu lo scozzese Robert Anderson tra il 1830 e il 1840, usando batterie che andavano sostituite una volta esaurite. Poi, a partire dal 1880, l'efficienza e la durata delle batterie furono molto migliorate. Le auto elettriche furono sviluppate e utilizzate per diversi decenni, finché, verso la fine di quel secolo, non arrivò l’altro tipo di automobile: quella, appunto, alimentata a gasolio o benzina.
Da qui in poi inizia la straordinaria rivoluzione che consentirà di realizzare un sistema di trasporto che cambierà il modo di spostarsi degli esseri umani e che verrà realizzato in grandi quantità nelle industrie del 900, a partire da quelle di Ford negli Stati Uniti.
Bibliografia
Meccanica dell'automobile, Davide Scullino
Sitografia
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lunedì 25 maggio 2020
Il settecento e la macchina a vapore
Vorrei parlare ora di un'altra invenzione che ha rivoluzionato il concetto di trasporto, ossia il motore termico. Un motore termico o motore a combustione è una macchina termica motrice, cioè usa il calore come vettore energetico per la produzione di lavoro meccanico.
Il primo motore termico è stato indubbiamente la macchina a vapore. In un motore del genere il vapore, solitamente fornito da una caldaia, si espande sotto l'effetto della pressione e parte dell'energia termica viene convertita in lavoro.
Nei primi anni del 1700 l'ingegnere inglese Thomas Savery inventò un grande motore a vapore con il quale azionò una pompa utilizzata per trasportare verso l’esterno l'acqua dalle miniere di carbone allagate.
Il vapore è il propulsore delle prime macchine sperimentali. Il carro di Cugnot, costruito nel 1770 ne è un esempio.
Grazie alle invenzioni del condensatore esterno, della distribuzione a cassetti e del meccanismo biella-manovella, tutte attribuite a James Watt a partire dal 1765, si è potuti passare da applicazioni sporadiche a un utilizzo generalizzato nei trasporti e nelle industrie. La macchina di Watt riduceva costi, dimensioni e consumi, e aumentava la potenza disponibile.
Il vapore è il propulsore delle prime macchine sperimentali. Il carro di Cugnot, costruito nel 1770 ne è un esempio.
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| Rappresentazione del carro di Cugnot |
Grazie alle invenzioni del condensatore esterno, della distribuzione a cassetti e del meccanismo biella-manovella, tutte attribuite a James Watt a partire dal 1765, si è potuti passare da applicazioni sporadiche a un utilizzo generalizzato nei trasporti e nelle industrie. La macchina di Watt riduceva costi, dimensioni e consumi, e aumentava la potenza disponibile.
Dal primo modello con 6 cv si è passati in meno di venti anni a locomotive con 600 cv. La macchina a vapore divenne fondamentale per lo sviluppo che ebbe l’Inghilterra dalla seconda metà del 1700, poiché l'energia abbondantemente offerta da essa fu applicata a diversi settori dell’industria inglese: dalle lavorazioni tessili, rendendo possibile una più efficiente organizzazione della produzione grazie alla divisione del lavoro e allo spostamento delle lavorazioni all'interno di fabbriche appositamente costruite, alle estrazioni minerarie e ai trasporti. Le attività minerarie beneficiarono della forza della macchina a vapore nella fase di estrazione dell'acqua dalle miniere, permettendo di scavare a maggiore profondità, e ne usufruirono anche nel trasporto del minerale estratto. I primi vagoni su rotaia servirono a portar fuori dalle miniere il minerale, poi a portarlo a destinazione. Solo in un secondo tempo il trasporto su rotaia si convertì nel trasporto di passeggeri.
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STEP #13 - Il settecento e il primo trasporto aereo
Cari lettori, ben ritrovati. Il tema di oggi sarà quello di spiegarvi di come la grande evoluzione tecnologica avvenuta nel corso del 1700 ha influenzato radicalmente il concetto di trasportare. In particolare farò riferimento all'episodio dedicato al primo trasporto aereo e a un'invenzione che ha permesso di trasformare il sogno dell'uomo di volare in realtà.
In questo arco temporale di boom tecnologico si inserisce un evento particolare: per la prima volta, il 14 dicembre 1782, un aerostato, che sarebbe stato poi in grado di trasportare l’uomo in quota, vola per circa 2000 metri.
Si tratta dell’invenzione della mongolfiera, che prende il nome dai fratelli Joseph Michel e Jacques Étienne Montgolfier.
Il 3 giugno del 1783 l'aerostato fu fatto volare per circa due chilometri nella prima dimostrazione pubblica ad Annonay. Il volo durò dieci minuti e raggiunse l'altitudine di 1.600-2.000 metri. Una seconda ascensione fu effettuata il 17 agosto dello stesso anno dai fratelli Robert.
Il 19 settembre del 1783 l'"Aerostate Révellion" (come lo chiamò Jacques Étienne Montgolfier in onore dell'amico industriale Jean-Baptiste Réveillon) fu fatto volare trasportando i primi aeronauti viventi: una pecora, un'oca ed un gallo, collocati in un cesto appeso alle corde del pallone.
Il 21 novembre del 1783 Pilâtre de Rozier e il marchese d'Arlandes realizzarono il primo volo libero umano, coprendo in venticinque minuti una distanza di circa nove chilometri a una quota variabile intorno ai cento metri di altitudine, sui tetti di Parigi.
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| La mongolfiera, la storica invenzione dei fratelli Montgolfier |
Il 21 novembre del 1783 Pilâtre de Rozier e il marchese d'Arlandes realizzarono il primo volo libero umano, coprendo in venticinque minuti una distanza di circa nove chilometri a una quota variabile intorno ai cento metri di altitudine, sui tetti di Parigi.
Il primo esperimento aerostatico a Torino fu eseguito l'11 dicembre del 1873, con un piccolo pallone, senza alcun equipaggio. Il volo durò all'incirca sei minuti, prima che scomparisse tra le nuvole. L'esperimento fu condotto da Roberto de Lamanon, Carlo Antonio Galleani-Napione di Cocconato e Giuseppe Amedeo Corte di Bonvicino, tutti soci dell'Accademia delle scienze di Torino.
Bibliografia
Storia delle macchine, Tre millenni di cultura tecnologica di Vittorio Marchis
Sitografia
mercoledì 20 maggio 2020
STEP #10 - Trasportare da una parte all'altra dell'universo: il film Stargate
Cari visitatori del mio blog, ben ritrovati. Oggi tratteremo il tema del trasporto facendo riferimento alle sequenze di un noto film del 1994. Il film in questione, appartenente al genere di fantascienza, o sci-fi, è Stargate di Roland Emmerich, con Kurt Russell e James Spader .
Trama del film
Nell'8000 a.C. un'astronave aliena giunge sulla Terra, ed un giovane sciamano di una tribù nomade viene rapito dalla navicella. Nel 1928 una spedizione archeologica rinviene i resti di una strana costruzione circolare, composta da un materiale sconosciuto sul nostro pianeta. Sessantasei anni dopo un'equipe scientifica, capeggiata dalla ormai anziana figlia dell'archeologo che scoprì la struttura, ingaggia il dottor Daniel Jackson (James Spader), esperto di geroglifici, affinché decifri i simboli incisi sul misterioso reperto, ora custodito gelosamente dalle forze militari. Jackson riesce a comprendere il significato delle incisioni e permette all'equipe di attivare lo Stargate, una vera e propria porta tra i mondi che sembra condurre su un pianeta situato al lato opposto della nostra galassia. Improvvisamente si apre un passaggio che collega la Terra a un pianeta distante, fuori dalla Via Lattea.
Scena dell'attivazione dello Stargate, tratta dal film Stargate di Roland Emmerich, 1994
Lì vicino scoprono una tribù primitiva di umani che lavora per estrarre uno strano minerale. Jackson è in grado di comunicare con loro usando una variante dell'antico egizio e scopre che sono stati scambiati per emissari della divinità Ra, un essere dalle sembianze umane che loro, appunto, reputano essere una divinità.
Scena dell'attraversamento dello Stargate, tratta dal film Stargate di Roland Emmerich, 1994
Ra, in realtà, è un alieno tiranno che, dopo essere arrivato 10000 anni prima sulla terra ed essere riuscito ad impossessarsi di un corpo umano riesce a diventare apparentemente immortale utilizzando un dispositivo per rigenerare i tessuti del proprio corpo ospite. Si proclama sovrano della terra. Facendo costruire in seguito lo Stargate trasferisce una parte del popolo degli uomini nell'altro pianeta per scavare nelle miniere per ottenere il materiale principale per la sua tecnologia. In seguito però sulla terra scoppia una rivolta. Ra riesce a fuggire trasferendosi sull'altro pianeta insieme agli umani che deporta, proibendo loro la scrittura cosicché non possano sapere la verità di ciò che è accaduto in passato.
Il film si incentra tutto nel tentativo di Ra di eliminare gli intrusi e la difesa degli umani che a loro volta tentano di liberare gli altri esseri umani tenuti in schiavitù.
Il vero protagonista del film è lo Stargate. Gli Stargate sono portali che permettono di collegare in maniera quasi istantanea due punti dello spazio. Per saperne di più potete dare un'occhiata qui.
Sitografia
domenica 17 maggio 2020
STEP #8 - Trasporto e commercio nell'antica Roma
Bentornati nel mio blog gentili lettori, oggi faremo nuovamente un viaggio nel passato e andremo ad approfondire il tema dell'azione protagonista di questo blog nel periodo storico antecedente al 500 d.C., più precisamente nel contesto italico.
Nel IV e III secolo a.C. il grande sviluppo dell’agricoltura (e di conseguenza l'artigianato), che assunse proporzioni tali da giustificare una dinamica di esportazione, stimolò la produzione di manufatti specifici per le attività ad essa connesse, come ad esempio le anfore “greco-italiche”, il cui scopo era quello di contenere il vino e che furono esportate in tutto il bacino del Mediterraneo.
Il trasporto delle merci non poteva essere però effettuato senza adeguati mezzi e, in ogni caso, il legame con la componente bellica era sempre molto forte. Un esempio classico di mezzo di trasporto utilizzato a tal proposito erano le navi.
Le navi facenti parte della marina romana si dividevano in due categorie, naves longae e naves ceterae. Le prime erano utilizzate in ambito bellico, le altre erano navi da trasporto e da carico. Le navi da guerra romane derivavano delle navi greche, con l'aggiunta di invenzioni originali come il corvo.
La nave da guerra più importante: la liburna
La liburna, che prende il nome dal popolo dei Liburni (pirati della Dalmazia) fu utilizzata per la prima volta durante la battaglia di Azio e fu adottata da Augusto come modello per le sue flotte, risultando la migliore tra le navi a disposizione.
Era una nave stretta, veloce e dotata di ottima manovrabilità, adatta agli inseguimenti, al supporto logistico e al rapido trasporto di truppe.
Era una nave stretta, veloce e dotata di ottima manovrabilità, adatta agli inseguimenti, al supporto logistico e al rapido trasporto di truppe.
Esempi di navi da trasporto: la actuaria e la caudicaria
- La navis actuaria, aveva lo scopo di trasportare le truppe di terra e gli approvvigionamenti. Non erano imbarcazioni grandi, erano dotate di vele e avevano quindici remi per lato. Avevano, inoltre, una chiglia piatta e timoni anche anteriormente, per poter sbarcare le truppe sulle spiagge e tornare in mare aperto senza incagliarsi. Erano per lo più non armate.
- La navis caudicaria (nome che deriva dal termine latino caudex, ossia "codice") era una nave da trasporto piatta e larga, che veniva utilizzata nei fiumi venendo trainata da dei buoi sulla sponda destra. Era impiegata per il raggiungimento delle coste e, in situazioni ostiche, veniva utilizzata come alternativa al trasporto via terra, portando anche truppe, viveri o macchine da guerra.
Bibliografia
Storia delle macchine, Tre millenni di cultura tecnologica di Vittorio Marchis
Sitografia
sabato 16 maggio 2020
STEP #7 - Una poesia
Voglio presentarvi oggi una poesia dedicata al mezzo di trasporto più comune ed utilizzato al giorni nostri, ovvero l'automobile. L'autore è Filippo Tommaso Marinetti, padre della corrente futurista in Italia, che pubblica questo componimento nel 1908. Nei suoi versi il poeta loda questo simbolo del progresso e della tecnica e descrive anche tramite suoni onomatopeici le forti emozioni che prova a bordo della sua automobile. Dobbiamo infatti dire che se ai giorni nostri è molto comune spostarsi a bordo di tale mezzo, all'epoca del poeta (primi anni del 1900) tale invenzione era un'assoluta novità, ragion per cui le sue parole trasmettono ancora di più la sensazione di euforia legata al fatto di spostarsi a gran velocità (il tema della velocità fu appunto molto caro ai futuristi).
"Veemente dio d’una razza d’acciaio,
Automobile ebbrrra di spazio,
che scalpiti e frrremi d’angoscia
rodendo il morso con striduli denti...
Formidabile mostro giapponese,
dagli occhi di fucina,
nutrito di fiamma
e d’olî minerali,
avido d’orizzonti e di prede siderali...
io scateno il tuo cuore che tonfa diabolicamente,
scateno i tuoi giganteschi pneumatici,
per la danza che tu sai danzare
via per le bianche strade di tutto il mondo!...
Allento finalmente
le tue metalliche redini,
e tu con voluttà ti slanci
nell’Infinito liberatore!
All’abbaiare della tua grande voce
ecco il sol che tramonta inseguirti veloce
accelerando il suo sanguinolento
palpito, all’orizzonte...
[...]
Urrrrà! Non più contatti con questa terra immonda!
Io me ne stacco alfine, ed agilmente volo
sull’inebriante fiume degli astri
che si gonfia in piena nel gran letto celeste!"
Di seguito riporto un estratto della poesia "All'automobile da corsa" di Filippo Tommaso Marinetti, tratto dalla raccolta Lussuria-Velocità (1921):
"Veemente dio d’una razza d’acciaio,
Automobile ebbrrra di spazio,
che scalpiti e frrremi d’angoscia
rodendo il morso con striduli denti...
Formidabile mostro giapponese,
dagli occhi di fucina,
nutrito di fiamma
e d’olî minerali,
avido d’orizzonti e di prede siderali...
io scateno il tuo cuore che tonfa diabolicamente,
scateno i tuoi giganteschi pneumatici,
per la danza che tu sai danzare
via per le bianche strade di tutto il mondo!...
Allento finalmente
le tue metalliche redini,
e tu con voluttà ti slanci
nell’Infinito liberatore!
All’abbaiare della tua grande voce
ecco il sol che tramonta inseguirti veloce
accelerando il suo sanguinolento
palpito, all’orizzonte...
[...]
Urrrrà! Non più contatti con questa terra immonda!
Io me ne stacco alfine, ed agilmente volo
sull’inebriante fiume degli astri
che si gonfia in piena nel gran letto celeste!"
venerdì 15 maggio 2020
STEP #6 - Il trasporto nella narrativa
Buon pomeriggio lettori, bentornati nel mio blog. Il tema di oggi è quello del trasporto all'interno della letteratura narrativa. Andando alla ricerca di esempi significativi in questo campo, ho subito notato una certa indissolubilità tra il verbo trasportare e il verbo viaggiare. Non a caso, in tutti i racconti che ho esaminato e che elencherò tra poco, i viaggi sono sempre stati caratterizzati da una forte descrizione dei mezzi di trasporto, a partire dai materiali, dalle tecniche di costruzione. Non solo, sono anche considerabili come un fattore molto importante per dedurre il livello si sviluppo tecnologico di intere popolazioni.
Progetto Marte
Di seguito riporto un elenco di libri che ho selezionato per trattare l'argomento:
Il giro del mondo in ottanta giorni
Il giro del mondo in ottanta giorni è un romanzo appartenente al genere di avventura scritto da Jules Verne e pubblicato per la prima volta nel 1873. In questa storia il protagonista è Phileas Fogg che, accompagnato dal suo fedele cameriere Passepartout, tenta di circumnavigare il mondo in ottanta giorni al fine di vincere una scommessa con i suoi compagni del Reform Club. Le innovazioni tecnologiche del diciannovesimo secolo hanno influenzato molto la scrittura di questo romanzo. Fondamentale è la presenza e la caratterizzazione di tutti i mezzi di trasporto utilizzati da Phileas Fogg per compiere il suo viaggio, come ad esempio la grande presenza di mezzi e strutture ferroviarie, le quali accompagnano i protagonisti per una buona parte della storia. Un altro mezzo di trasporto molto utilizzato all'interno della storia è il piroscafo.
Progetto Marte
Progetto Marte è un libro scritto da Wernher von Braun e parla del viaggio che il protagonista Gary Holt compie per arrivare su Marte. Per quanto sia un'opera di fantasia, lo scrittore, che è stato un importante esperto nel campo aerospaziale, dà al racconto una forte impronta scientifica. In questo caso sono caratterizzati in maniera sapiente tutti i processi di trasporto dei pezzi delle navi necessarie a compiere il viaggio su un satellite artificiale e il tragitto compiuto a bordo delle navicelle da parte degli uomini di Holt.
E' possibile trovare altri riferimenti all'interno di libri come "Il milione" di Marco Polo
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martedì 12 maggio 2020
STEP #3 - Oltre il pianeta Terra
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