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domenica 31 maggio 2020

STEP #19 - La Logistica

Buon pomeriggio lettori, lasciamoci alle spalle l'ultimo post per parlare oggi di quella che è considerata la materia cardine del trasporto, ossia la logistica.

Prima di darne una definizione, andiamo a vedere l'etimologia della parola.

La parola logistica deriva dal greco loghistikḗ (téchnē), ossia "arte di calcolare", oppure da "logikos", cioè "che ha senso logico".

Per quanto riguarda la definizione, possiamo dire che non ne esiste una che abbia valore nel tempo. Così come cambiano i sistemi produttivi, cambiano anche i sistemi logistici e, con essi, lo stesso significato di logistica.
Inizialmente, in epoca antica, aveva una connotazione prettamente militare ed essa infatti veniva considerata una branca dell'arte militare che trattava tutte quelle attività volte ad assicurare agli eserciti quanto si rendesse necessario per vivere, muoversi e combattere nelle migliori condizioni di efficienza.

Al giorno d'oggi sono considerate valide alcune definizioni, di cui fornisco due esempi:
  1.  Secondo l'Associazione italiana di Logistica (AILOG) la logistica  è "l'insieme delle attività organizzative, gestionali e strategiche che governano nell'azienda i flussi di materiali e delle relative informazioni dalle origini presso i fornitori fino alla consegna dei prodotti ai clienti e al servizio post-vendita"
  2. Secondo il Council of Logistics Management la definizione è più ampia:
    «La logistica è il processo di pianificazione, implementazione e controllo dell’efficiente ed efficace flusso e stoccaggio di materie prime, semilavorati e prodotti finiti e delle relative informazioni dal punto di origine al punto di consumo con lo scopo di soddisfare le esigenze dei clienti»
In ogni caso si deduce facilmente che la logistica non comprende semplicemente il trasporto delle merci, ma si vanno a coinvolgere settori ben più ampi di questo: dalla rete di approvvigionamento delle materie prime alla distribuzione della merce, passando dal processo di ordine ed eventualmente di gestione del reso. 

Per questa ragione, è possibile classificare la logistica in diverse aree a seconda del processo di cui si occupa ciascuna di esse e di come si innesta nel processo industriale. 

Sitografia

mercoledì 13 maggio 2020

STEP #4 - Nella mitologia

Bentornati lettori in questo blog. L'obiettivo di oggi sarà quello di scavare nella mitologia classica greca e romana per illustrarvi come il tema del "trasporto" e del "trasportare" fosse allora importante e legato a figure di particolare spicco.

Mitologia greca

Nella mitologia greca il tema del trasporto possiamo ritrovarlo nel famosissimo mito del cavallo di Troia, cioè la macchina da guerra ideata da Ulisse per porre fine alla guerra contro i troiani, la quale era ormai in stallo da dieci anni. I greci finsero di arrendersi a conquistare la città e di tornare nella madrepatria, lasciando sulla spiaggia un enorme cavallo di legno, posto lì per placare gli dei e favorire il viaggio di ritorno in Grecia. All'interno del cavallo erano però nascosti i più forti e valorosi guerrieri greci, guidati da Ulisse stesso. I troiani, ignari dell'inganno, trascinarono il cavallo all'interno delle mura, nonostante Laocoonte e la profetessa Cassandra avessero consigliato di non farlo. Ad un certo punto comparve un greco di nome Sinone, il quale convinse il re che il cavallo era un regalo e, anzi, che se lo avessero in qualche modo danneggiato, l'ira della dea Atena si sarebbe abbattuta su di loro. Di notte, mentre i troiani dormivano, i greci uscirono dal cavallo ed aprirono le porte della città ai propri compagni. Questi, dopo essersi nascosti con le loro navi dietro un'isola vicina chiamata Tenedo, erano di nuovo sbarcati sulla spiaggia di Troia. Penetrati nella città, i greci colsero di sorpresa i troiani, che furono facilmente sconfitti. Infine Troia fu data alle fiamme. 

Possiamo quindi osservare che il cavallo di Troia è stato il fondamentale mezzo di trasporto che ha permesso ai soldati achei di penetrare nella città e di porre fine alla sanguinosa guerra.

Piccola curiosità: sembrerebbe che il cavallo di Troia fosse in realtà una nave; per saperne di più potete dare un'occhiata qui.

Modello del cavallo di Troia utilizzato sul set del film Troy.


Mitologia romana

Nella mitologia romana il tema del trasporto può essere individuato nella figura di Caronte, colui che traghettava da una sponda all'altra del fiume Acheronte le anime dei defunti. E' iconica la sua presenza nell'Eneide di Virgilio, di cui riporterò un passo:

"Portitor has horrendus aquas et flumina seruat
terribili squalore Charon, cui plurima mento
canities inculta iacet, stant lumina flamma,
sordidus ex umeris nodo dependet amictus.
ipse ratem conto subigit uelisque ministrat
et ferruginea subuectat corpora cumba,
iam senior, sed cruda deo uiridisque senectus.
"

"Caronte custodisce queste acque e il fiume e, orrendo nocchiero, a cui una larga canizie invade il mento, si sbarrano gli occhi di fiamma, sordido pende dagli omeri il mantello annodato. Egli, vegliardo, ma dio di cruda e verde vecchiezza, spinge la zattera con una pertica e governa le vele e trasporta i corpi sulla barca di colore ferrigno."

(Virgilio, Eneide, VI, 298-304)


Sitografia:



martedì 12 maggio 2020

STEP #2 - Storia della parola

Abbiamo precedentemente illustrato come il verbo trasportare sia derivante dal latino, sia in italiano, che in altre lingue. Oggi andremo a tracciare una possibile storia ed evoluzione del termine.

Nell'antichità uno dei primi celebri autori ad utilizzare il verbo è stato Giulio Cesare.                                Di seguito vi riporto un estratto proveniente dal famoso libro "Commentarii de bello Gallico" e che potete ritrovare qui:

"Ubii autem, qui uni ex Transrhenanis ad Caesarem legatos miserant, amicitiam fecerant, obsides dederant, magnopere orabant ut sibi auxilium ferret, quod graviter ab Suebis premerentur; vel, si id facere occupationibus rei publicae prohiberetur, exercitum modo Rhenum transportaret: id sibi ad auxilium spemque reliqui temporis satis futurum."

"Gli Ubi, poi, l'unico popolo d'oltre Reno che avesse inviato a Cesare emissari, stringendo alleanza e consegnando ostaggi, lo scongiuravano di intervenire in loro aiuto perché incombevano su di loro, pesantemente, gli Svevi; oppure, se ne era impedito dagli affari di stato, lo pregavano, almeno, di condurre l'esercito al di là del Reno: sarebbe stato un ausilio sufficiente per il presente e una speranza per il futuro."

(Giulio Cesare, De bello Gallico, IV, 16)

Un altro importante autore ad utilizzare il termine è Tito Livio, di cui riporto un passo proveniente dallo storico libro "Ab Urbe condita" e che potete ritrovare qui:

"in Macedoniam nouum exercitum transportari non placuit, eum qui esset ibi reduci in Italiam a Quinctio ac dimitti; item eum exercitum dimitti qui cum M. Porcio Catone in Hispania esset; consulibus ambobus Italiam prouinciam esse et duas urbanas scribere eos legiones, ut dimissis quos senatus censuisset exercitibus octo omnino Romanae legiones essent."

"Non piacque che fosse trasportato un nuovo esercito in Macedonia, anzi che quello che era lì fosse ricondotto in Italia da Quinzio e fosse congedato; allo stesso modo che fosse congedato l'esercito che era in Spagna con Marco Porcio Catone: che l'italia fosse assegnata ad ambedue i consoli e si arruolassero in città due legioni sicché congedati gli eserciti, come il Senato aveva deliberato, otto in tutto fossero le legioni romane."

(Tito Livio, Ab Urbe condita, XXXIV, 43)

Nell'italiano, con il passare dei secoli, è caduto in disuso pronunciare la "n" del prefisso "trans-" e da qui siamo arrivati alla parola finale trasportare.

lunedì 11 maggio 2020

STEP #1bis - In altre lingue

Buon pomeriggio cari lettori, oggi vi propongo un approfondimento del precedente passo "STEP #1" in cui andremo a tradurre e ad analizzare il termine trasportare nelle lingue straniere più comuni.

Nella lingua inglese il termine si traduce come "to transport", anche se è possibile utilizzare anche il verbo di più comune uso "to carry". Studiando l'etimologia della parola si scopre che la forma verbale "to transport" è comparsa nel tardo quattordicesimo secolo per indicare uno spostamento di persone o cose da un posto ad un altro tramite un mezzo. Il sostantivo affiliato "transport" compare a metà del quindicesimo secolo con il significato di "esaltazione mentale", mentre nel 1690 circa è stato possibile una prima volta attribuire al termine il significato di mezzo di trasporto o di convogliamento.
Di seguito vi fornisco le traduzioni del verbo trasportare in altre lingue:
In spagnolo si usa l'espressione "transportar" o "llevar" (quest'ultima deriva dal verbo latino lĕvo, ās, āvi, ātum, āre, ovvero "sollevare", "alzare").
In francese e in tedesco il verbo si traduce rispettivamente come "transporter" e "transportieren".

Già da una prima vista si può quindi dedurre che in tutte le lingue elencate il verbo trasportare ha un'unica origine, cioè quella latina, dal verbo transporto, ās, āvi, ātum, āre.

Sitografia:

STEP #01 - Il significato letterale e l'etimologia

Salve a tutti gentili lettori e benvenuti nel mio blog. Su questo sito avrò il piacere di illustrarvi diverse tematiche e approfondimenti che riguardano la parola trasportare.

Partiamo quindi dalla definizione, che riporto dal vocabolario online Treccani e che potete ritrovare a questo link:
trasportare (ant. transportare) v. tr. [...] – 1. a. Portare al di là, portare oltre: t. le truppe al di là del fiume; [...] ; specificando il modo: t. a braccia, a spalla, su un carro, con un automezzo, per ferrovia, per mare o con una nave, per aereo, ecc.; i semi vengono trasportati dal vento. Meno com., trasferire mutando di sede: la capitale fu trasportata da Firenze a Roma. b. In talune frasi del linguaggio letter. acquista un valore quasi rifl. (o di intr. pron.) per significare il muoversi di persona assorta, che si sposta altrove senza averne piena coscienza: Già m’avean trasportato i lenti passi Dentro a la selva antica (Dante); [...] . Più com. in senso fig., con uso trans. o rifl.: il poeta ci trasporta in un clima di alta drammaticità; trasportarsi col pensiero in luoghi e tempi lontani. 2. Condurre a forza, spingendo o trascinando con sé, riferito come soggetto soprattutto a elementi naturali: il fiume in piena trasportava a valle tronchi, cespugli e animali morti.[...]; Frequente l’espressione lasciarsi trasportare, con riferimento a persona che cede a un impulso: si lasciò t. dall’ira, dallo sdegno, dal risentimento, ma anche dalla pietà, dalla commozione, dalla passione, dalla generosità. 3. Con sign. particolari: a. In matematica, t. uno o più termini da un membro all’altro di un’equazione (v. trasporto, n. 5 a). b. Nella tecnica grafica, e in varî procedimenti applicativi, t. un disegno, un testo, ecc., trasferirlo dal supporto originario (pietra, metallo, carta, ecc.) a un supporto intermedio o definitivo; con sign. analogo anche nella tecnica del restauro di dipinti (v. trasporto, n. 3 c). c. In musica, notare o eseguire un brano in un tono diverso dall’originario (v. trasporto, n. 4). d. ant. Tradurre in altra lingua: i poemi di Omero trasportati in versi italiani. 

Potete inoltre trovare un'altra definizione sul Grande dizionario della lingua italiana al seguente link.

Per quanto riguarda l'etimologia, il verbo trasportare deriva dal latino transportare e in particolare è composto dai due termini trans- (prefisso che vuol dire "al di là", "attraverso") e -portare (dal verbo porto, ās, āvi, ātum, āre , cioè "portare", "condurre").