Visualizzazione post con etichetta Futurismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Futurismo. Mostra tutti i post

martedì 19 maggio 2020

STEP #9 - Lasciamoci trasportare dall'arte

L'approfondimento di oggi è legato all'arte e di come l'azione protagonista del blog vi è rappresentata. 

Senza ulteriori premesse, vi propongo due opere d'arte legate al tema.

Il treno nella neve. La locomotiva (1875) Monet | Claude monet ...
Claude Monet, Le Train dans la neige, 1875, Musée Marmottan Monet


Il dipinto in questione è il "Treno nella nebbia" di Claude Monet e lo stile è quello tipico della corrente impressionista, ossia caratterizzato da pennellate rapide e poco definite. La scena, che avviene in un ambiente fosco e uggioso, rappresenta un gruppo di persone che si accingono a prendere il treno nella prima mattinata. Si possono cogliere le sensazioni di freddo causate dal gelo, rese bene grazie alla tecnica sopraffina dell'artista, e allo stesso tempo quelle del calore generato dal fumo del treno. Da un punto di vista visivo-luminoso, si può notare il contrasto tra la luce artificiale proveniente dai fari del treno, il fumo dello stesso mezzo e l'ambiente circostante, totalmente immerso nella nebbia. Tutti questi elementi appena citati danno un senso di grande realismo alla scena.

Vittorio Corona, Treno, Stazione, 1921

Quest'opera si intitola "Treno, stazione", stesso protagonista, ma stile totalmente diverso rispetto al quadro precedente. Il dipinto del futurista siciliano Vittorio Corona esprime con forza i temi del dinamismo e dell'impetuosità della corrente artistica. A differenza del dipinto precedente, si evince come il treno rappresentato su questa tela sia non più un semplice mezzo di trasporto, ma simbolo di forza e di esaltazione del progresso.





sabato 16 maggio 2020

STEP #7 - Una poesia

Voglio presentarvi oggi una poesia dedicata al mezzo di trasporto più comune ed utilizzato al giorni nostri, ovvero l'automobile. L'autore è Filippo Tommaso Marinetti, padre della corrente futurista in Italia, che pubblica questo componimento nel 1908. Nei suoi versi il poeta loda questo simbolo del progresso e della tecnica e descrive anche tramite suoni onomatopeici le forti emozioni che prova a bordo della sua automobile. Dobbiamo infatti dire che se ai giorni nostri è molto comune spostarsi a bordo di tale mezzo, all'epoca del poeta (primi anni del 1900) tale invenzione era un'assoluta novità, ragion per cui le sue parole trasmettono ancora di più la sensazione di euforia legata al fatto di spostarsi a gran velocità (il tema della velocità fu appunto molto caro ai futuristi).

Di seguito riporto un estratto della poesia "All'automobile da corsa" di Filippo Tommaso Marinetti, tratto dalla raccolta Lussuria-Velocità (1921):


"Veemente dio d’una razza d’acciaio,
Automobile ebbrrra di spazio,
che scalpiti e frrremi d’angoscia
rodendo il morso con striduli denti...
Formidabile mostro giapponese,
dagli occhi di fucina,
nutrito di fiamma
e d’olî minerali,
avido d’orizzonti e di prede siderali...
io scateno il tuo cuore che tonfa diabolicamente,
scateno i tuoi giganteschi pneumatici,
per la danza che tu sai danzare
via per le bianche strade di tutto il mondo!...
Allento finalmente
le tue metalliche redini,
e tu con voluttà ti slanci
nell’Infinito liberatore!
All’abbaiare della tua grande voce
ecco il sol che tramonta inseguirti veloce
accelerando il suo sanguinolento
palpito, all’orizzonte...
[...]
Urrrrà! Non più contatti con questa terra immonda!
Io me ne stacco alfine, ed agilmente volo
sull’inebriante fiume degli astri
che si gonfia in piena nel gran letto celeste!"